Tensione alla Vibac, i sindacati chiedono aiuto al Prefetto

TERMOLI. Prima lo sciopero di 8 ore con relativo presidio davanti ai cancelli della Fiat, ora la richiesta di intervento del Prefetto. Parlano Lino Zambianchi, Marcello Giuditta e Carlo Scarati, i segretari regionali rispettivamente di Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil. C’è tensione in fabbrica, soprattutto dopo il licenziamento dell’operaio 42enne termolese, ritenuto responsabile di utilizzare facebook durante le ore di lavoro.

“Le scriventi organizzazioni sindacali chiedono la sua gentile intercessione – scrivono i sindacati al Prefetto – in un incontro da aversi con la Direzione Aziendale della Vibac S.p.a. sita nella zona industriale di Termoli.
Le motivazioni di tale richiesta risiedono nel timore condiviso che si possano verificare problemi di ordine pubblico per l’eccessiva tensione creatasi tra i lavoratori e la Direzione Aziendale.

La posizione della Direzione Aziendale di rifiuto alla pratica di relazioni sindacali con le RSU e le organizzazioni sindacali esterne rappresentate dagli scriventi, non fa altro che aggravare le già compromesse relazioni. Abbiamo provato anche ieri mattina, durante il presidio davanti all’azienda e con l’intercessione delle forze dell’ordine lì presenti, a riaprire il dialogo con il Direttore dello stabilimento Vibac, ma senza esito.

Vorremmo evitare – scrivono ancora – di arrivare a gestire problematiche di rilevanza penale che sarebbero non più di nostra competenza, ma si stanno profilando rischi di questo tipo, non ultimo la possibilità che vorremmo evitare, di denunce per violazione dell’art. 28, Legge 300 del 20 maggio 1970. Siamo convinti che non sarebbe operazione utile a ristabilire le corrette relazioni assolutamente necessarie per il buon andamento di una importante attività produttiva come la Vibac che, dopo anni di grande crisi, vede un momento di sviluppo interessante”.

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