Summer School di Confartigianato Imprese, il Molise nel rapporto ‘Territori 2016’

Si è chiusa l’undicesima edizione della Summer School di Confartigianato Imprese, un momento di confronto e di studio riservato ai Presidenti e ai Segretari delle Associazioni regionali e provinciali del Sistema Confartigianato giunto alla sua undicesima edizione e Confartigianato Molise era presente.

Diversi e di notevole importanza i relatori presenti, John Foot (Università di Bristol); Adriana Cerretelli (Il Sole 24 ore); Enzo Moavero Milanesi (Direttore della School of Law, Università Luiss, Roma, già Ministro degli affari europei), Marco Follini (già Vicepresidente del Consiglio), Angelo Rughetti (Sottosegretario alla Funzione Pubblica) Enrico Morando (Viceministro dell’Economia e delle Finanze) Carlo Calenda (Ministro per lo sviluppo economico), giusto per citarne qualcuno, con cui ci siamo interrogati su diversi temi quali le opportunità per le PMI, la riforma della Costituzione, i modi per migliorare i rapporti con la Pubblica Amministrazione e con le banche, cercando tutte quelle possibili risposte alle sfide, non previste, che attendono gli imprenditori italiani, aumentando la produttività e rilanciando l’economia. Tutti gli intervenuti hanno riconosciuto con forza l’importanza e il ruolo strategico ed attuale delle rappresentanze di interessi imprenditoriali.

Nel corso dei lavori è stata presentata la sesta edizione del Rapporto ‘Territori 2016’ con una analisi di 108 variabili in sei ambiti – Imprenditorialitá, lavoro e made in Italy, Fiscalitá, Credito, Burocrazia, giustizia e rapporti con la Pubblica Amministrazione, Utilities, servizi pubblici locali, infrastrutture e società e Green Economy – per complessivi 12.681 dati. Il report, tra l’altro, propone una analisi delle performance dei territori, in relazione a venti indicatori riguardanti il mercato del lavoro, la struttura delle imprese e l’artigianato. L’analisi del “medagliere” delle regioni evidenzia che il Trentino-Alto Adige è al primo posto per sette indicatori quali tasso di attività, tasso di attività femminile, minore tasso di disoccupazione, minore tasso di disoccupazione giovanile under 25, tasso di occupazione, tasso di occupazione giovanile under 25 e riduzione del tasso di disoccupazione giovanile under 25 nella crisi. A seguire le Marche che sono al primo posto per quattro indicatori e precisamente quota dipendenti artigianato su dipendenti totale imprese, quota i mentre il Molise la Toscana sono al primo posto entrambe per due indicatori, la prima per quota indipendenti nel totale imprese e quota occupati piccole imprese su totale imprese e la seconda per quota imprese straniere nell’artigianato e variazione tasso di occupazione femminile nella crisi.  A seguire Abruzzo, Basilicata, Calabria, Lazio e Valle d’Aosta sono al primo posto per un indicatore ciascuna, rispettivamente per quota imprese femminili nell’artigianato, variazione tasso di occupazione nella crisi, quota imprese giovanili nell’artigianato, quota occupati Servizi nel totale imprese e quota occupati Costruzioni nel totale imprese.

Per quanto riguarda il “medagliere” delle province Bolzano è al primo posto per sei indicatori e precisamente tasso di attività, tasso di attività femminile, minor tasso di disoccupazione, minore tasso di disoccupazione giovanile under 25, tasso di occupazione, tasso di occupazione giovanile under 25. Seguono Fermo con la prima posizione per quattro indicatori – quota dipendenti artigianato su  dipendenti totale imprese, quota indipendenti artigianato su indipendenti totale imprese, quota occupati artigianato su piccole imprese e quota occupati Manifatturiero nel totale imprese – Prato e Sassari entrambe al primo posto per due indicatori ciascuna: la prima per quota imprese femminili nell’artigianato, quota imprese straniere nell’artigianato e la seconda per variazione tasso di disoccupazione giovanile under 25 nella crisi, variazione tasso di occupazione nella crisi.

Inoltre L’Aquila, Massa-Carrara, Ogliastra, Rieti, Romae Vibo Valentia sono al primo posto per un solo indicatore ciascuna, rispettivamente per quota occupati costruzioni nel totale imprese, variazione tasso di occupazione femminile nella crisi, quota occupati piccole imprese su totale imprese, quota indipendenti nel totale imprese, quota occupati Servizi nel totale imprese e quota imprese giovanili nell’artigianato.

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