San Basso: la messa con i pescatori, l’esposizione dell’antica urna e ordinazione di un giovane sacerdote

TERMOLI. Con la messa celebrata alle 7 in Cattedrale dal vescovo, Gianfranco De Luca, sono iniziate le celebrazioni dedicate alla festa liturgica di San Basso, patrono della città e della Diocesi di Termoli-Larino.

Alla funzione, animata dal coro diocesano diretto dal maestro, Paolo Tarantino, erano presenti le autorità civili e militari e numerose famiglie della marineria termolese che hanno sospeso le attività in mare proprio per partecipare e condividere un momento di fede, preghiera e affidamento al protettore donando anche delle ceste di pesce fresco durante l’offertorio.

Al termine della messa il vescovo ha recitato la preghiera in onore di San Basso davanti alle reliquie del Santo Patrono collocate con l’antica urna restaurata, nell’abside destra della Cattedrale dove rimarranno per tutto l’anno alla pubblica venerazione.

L’ingegnere Alessandro Rucci, responsabile dei Beni Culturali della Diocesi, ha illustrato con una approfondita relazione tutti i passaggi seguiti prima di esporre l’urna nel nuovo spazio.

Il corteo di autorità, pescatori e cittadini, capeggiato dall’Associazione marinai d’Italia, ha quindi raggiunto il piazzale del porto e la colonna dedicata alla ‘Gente di mare’ dove è stata deposta una corona d’alloro e il marinaio Rocco Mangifesta ha recitato la ‘preghiera del pescatore’ prima della benedizione conclusiva.

Alle 18 la concelebrazione per l’ordinazione presbiterale del diacono Antonio Giannone presieduta dal vescovo De Luca con la partecipazione del Presbiterio diocesano.

“Il senso di questa giornata – afferma il vescovo, Gianfranco De Luca – è quello della benedizione: il Santo patrono ci ricorda che noi siamo benedetti da Dio all’inizio di ogni singolo giorno e, se noi ne siamo consapevoli, possiamo rispondere benedicendo gli altri come dono più grande. In una giornata così importante per la nostra comunità diocesana quest’anno accadono tante cose: l’esposizione solenne dell’urna alla venerazione continua del popolo in una collocazione che ripercorre la storia delle reliquie di San Basso nella nostra Diocesi; la messa con i pescatori e l’offerta dei frutti del mare a un Santo arrivato da un mare che richiama l’apertura, la natura e la bellezza del creato come valori che danno qualità alla vita dell’uomo e della società”.

Un richiamo forte alla fede: “Tutto ha origine da quell’incontro con Cristo che ci apre a una relazione nuova con Dio, ci fa cogliere la sua paternità, l’essere appunto benedetti, amati e desiderati da lui e l’ordinazione presbiterale di Antonio Giannone, giovane figlio di questa terra e dono del Signore a questa Chiesa, ci fa entrare in questo grande dono ed esprimere gratitudine a Dio per ogni momento vissuto insieme. Cogliamo così il senso più vivo di una festa arricchita da queste circostanze particolari e fortemente significative per la nostra chiesa diocesana”.

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