Riforma legge elettorale, Venittelli: “L’assemblea del PD votò per i 3 collegi. Si rispetti la volontà democratica degli iscritti” 

TERMOLI. “Abbiamo un obbligo di lealtà nei confronti delle nostre procedure democratiche. Sul delicato tema della riforma della legge elettorale regionale è doveroso ricordare ai rappresentanti del Partito Democratico presenti in giunta regionale e in consiglio regionale quale sia la posizione ufficiale e democraticamente espressa dal partito attraverso la determinazione dell’Assemblea regionale dello scorso 27 maggio: via il voto disgiunto e il listino, sì alla rappresentanza di genere e ai tre collegi elettorali (Campobasso, Isernia e Termoli).

Come presidente del Partito, al di là del mio personale orientamento sul tema, sento l’obbligo di garantire che le decisioni assunte attraverso i processi democratici interni siano rispettate. Ricordare pubblicamente quale sia la nostra posizione ufficiale sul punto è importante per consentire una migliore comprensione delle posizioni all’interno della maggioranza in Regione e una più proficua dialettica fra tutti i membri del Consiglio Regionale. Sono fiduciosa che la posizione dell’Assemblea del PD sia sostenuta con forza dai nostri rappresentanti. Eventuali accordi differenti che vadano in senso contrario da quanto deciso in Assemblea, dovranno essere sottoposti alla valutazione degli organi competenti del partito.”

Questo l’intervento dell’onorevole Laura Venittelli, Presidente regionale del PD, dopo la lettura di indiscrezioni di stampa circa un accordo della maggioranza regionale sulla riforma della legge elettorale e in particolare sull’ipotesi del collegio unico. Un voto, quello assembleare del 27 maggio scorso sul punto della riforma elettorale, che vide l’astensione dell’onorevole Venittelli. In particolare appare sentito il tema del collegio unico regionale che potrebbe rappresentare un vulnus alla rappresentanza democratica della provincia di Isernia, demograficamente più piccola di quella di Campobasso, e non più garantita da una quota certa di consiglieri regionali.

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