Macte, il centrodestra all’attacco. Di Brino: “Questa amministrazione vuole svendere il nostro patrimonio”

TERMOLI. Prendono in prestito il motto, per forma e non per contenuto, portato avanti sempre da Salvini: “Prima Termoli e i termolesi”. Lo ha detto Antonio Di Brino ma lo hanno appoggiato gli altri esponenti del centrodestra presenti questa mattina in conferenza stampa presso la saletta delle minoranze a Termoli. Si è parlato di Macte, si è discusso di quello che Di Brino definisce “l’ennesimo ‘schiaffo’ dell’attuale amministrazione alla nostra città che sta svendendo tutti i nostri beni”.

La Fondazione Macte ha trovato l’attenzione anche degli altri presenti, i consiglieri comunali Annibale Ciarniello e Michele Marone, gli esponenti politici Christian Zaami, Luciano Paduano e Pierluigi Lepore.

“Nello scorso consiglio abbiamo presentato – ha detto Michele Marone – una serie di emendamenti nei quali si evidenziava la necessità di dare al futuro consiglio d’amministrazione della Fondazione la maggioranza al comune di Termoli. Nonostante questo emendamento avesse ottenuto parere tecnici favorevoli dalla struttura la maggioranza al comune di Termoli ha ritenuto bocciare tutto in maniera contrastante e contraddittoria. Sarebbe stato opportuno prima fare una procedura di evidenza pubblica per vedere le manifestazioni d’interesse. Cosa che, invece, è stata negata”.

“Questa amministrazione ha permesso di depredare il nostro territorio”, ha detto Di Brino. Il suo affondo si incentra anche sulla cultura: “Questa amministrazione vuole svendere tutto il nostro patrimonio, anche quello culturale”.

“Una famiglia – afferma Di Brino – dovrebbe entrare e gestire tutto il nostro patrimonio culturale formato da quadri e tele per un valore di 2 milioni e 300mila euro e verrà data a questa Fondazione anche la struttura (il vecchio mercato di via Cina). Verrà dato a questa famiglia, a questo privato, dovrebbe essere una famiglia di Novara, non se ne conosce l’identità. Questo grida vendetta”.

Commenti