Lettera ai sindaci del Molise: “Concedere la residenza ai richiedenti asilo”

MOLISE. Con una lettera si rivolgono ai sindaci del Molise. E’ firmata da diverse associazioni: Casa del Popolo Campobasso, La città invisibile Termoli, Cooperativa koinè, Dalla parte degli ultimi ONLUS, ARCI immigrazione Isernia, Casa del popolo Termoli, Unione Sindacale di Base (Usb) Molise. L’obiettivo è uno: concedere la residenza ai richiedenti asilo.

Con una norma contenuta nel cosiddetto “Decreto Sicurezza e Immigrazione” – poi convertito in legge – il governo vorrebbe di fatto negare l’iscrizione anagrafica ai richiedenti asilo. La residenza è un requisito essenziale per accedere a molti diritti fondamentali: salute, istruzione, difesa, vita familiare, lavoro.

“Un’intera categoria di persone che chiedono soltanto al nostro paese una protezione internazionale rischiano di essere trasformati – scrivono in una nota queste associazioni – in una nuova classe di invisibili senza diritti, ricattabili, sfruttabili, ai margini. Senza assistenza sanitaria il rischio di malattie riguarderà tutta la comunità. Senza poter svolgere un lavoro regolare si diventa più facilmente preda di caporalato e mafie”.

Ma a quanto pare esiste la possibilità di interpretare la norma in modo diverso, senza ‘disobbedire’ alla legge, ma applicandola pienamente senza negare diritti alle persone. Lo sostengono molti importanti giuristi e tutte le associazioni che sottoscrivono questa lettera. Tutti i firmatari rivolgono quindi un appello a tutti i sindaci del Molise a concedere la residenza ai richiedenti asilo, nel rispetto della legge, della Costituzione e dei diritti umani.

“Togliere diritti ai richiedenti asilo non renderà migliore la nostra vita di cittadini, non risolverà i problemi dell’economia dell’Italia. Servirebbe soltanto a creare nuove sacche di esclusione, rendendo le persone ancora più vulnerabili”.

Lo hanno detto nella loro assemblea a Campobasso l’11 gennaio e al presidio a Termoli il 9 febbraio contro il razzismo e l’esclusione sociale. E ora ribadiscono che “l’unica sicurezza sono i diritti per tutti, nessuno escluso!”

Ecco la lettera

Ill.mo Sig. Sindaco,

L’entrata in vigore della Legge n.132/2018, il cd. “Decreto Sicurezza e Immigrazione”, ha fortemente intaccato i fondamentali diritti della persona, con particolare, ma non esclusivo, riferimento alla procedura di iscrizione alla residenza anagrafica.

Come noto, la norma vigente impedisce ai titolari di permesso di soggiorno per richiesta asilo di accedere alla residenza e alla acquisizione del documento di identità. Questo comporta una grave limitazione al godimento di quei diritti che la nostra Carta Costituzionale individua come diritti fondamentali. Pertanto, il decreto ha sollevato dubbi di illegittimità costituzionale poiché esclude dal diritto fondamentale alla residenza anagrafica una specifica categoria di persone, in difetto di ragionevole motivazione che giustifichi il differente trattamento, con violazione dell’art. 3 Cost.

La residenza garantisce ai cittadini una serie di diritti: l’iscrizione al SSN e ai centri per l’impiego. In teoria, il D.L. 113/2018 prevede che questi diritti siano garantiti ai richiedenti asilo anche in assenza della residenza sulla base del semplice domicilio. Tuttavia, sistemi dei servizi suddetti, non permettono l’accesso senza residenza e carta di identità. Gli istituti bancari e le poste, inoltre, non permettono l’apertura di un conto o il cambio di assegni in assenza di carta di identità.

La mancata iscrizione all’anagrafe potrebbe escludere i richiedenti asilo dalla fruizione di molti diritti garantiti dalla Costituzione, come evidenziato dai ricorsi proposti dinanzi alla Corte Costituzionale da diverse Regioni.

In particolare, ad essere lesi, sono:

• il diritto alla salute (art. 32 Cost c. 1), precludendo l’individuazione del medico di base. Il vigente articolo 19, comma 3, della legge n. 833 del 1978 – istitutiva del Servizio sanitario nazionale -, subordina al requisito della residenza anagrafica.
• Il diritto all’istruzione (art. Cost.), non essendo possibile l’iscrizione alla scuola non dell’obbligo ed alle liste per la scuola materna e asili nido;
• Il diritto alla difesa (art. 24 Cost., cc. 1 e 3), ostacolando il ricorso al patrocinio a spese dello Stato;
• Il diritto alla vita familiare (art. 8 CEDU), precludendo la possibilità di sottoscrivere accordi di convivenza;
• Il diritto al lavoro (art. 4 Cost.), rendendo difficoltosa l’iscrizione ai centri per l’impiego (l’art. 5, comma 3, d.lgs. 142/2015 prevede l’iscrizione anagrafica), nonché all’apertura di un conto corrente, per prassi riservato solo ai soggetti in possesso di carta di identità (si consideri che dal 1° luglio 2018 il pagamento degli stipendi non può essere fatto in contanti, rendendo necessaria l’attivazione di un conto corrente -art. 1, comma 910, legge 205/2017-.

Quali sono e saranno le conseguenze di questo decreto sui cittadini del Comune, dunque?

Una inadeguata assistenza sanitaria può incidere negativamente sullo stato di salute di molti migranti e nel caso un migrante fosse soggetto a malattie contagiose tale inadeguatezza potrebbe causare problemi per l’intera comunità. Inoltre molti migranti si vedrebbero nell’impossibilità di svolgere un regolare lavoro, vedendosi impedito di fatto il diritto a ricevere pagamenti tracciabili: tale situazione comporterebbe un netto aumento di fenomeni come il caporalato, generando quindi una concorrenza sleale sul mercato del lavoro, con conseguenze per tutta la comunità; peggio ancora potrebbe verificarsi un reclutamento dei migranti da parte di organizzazioni criminali, vista la necessità di dover guadagnare per poter sopravvivere: inutile dire che sarebbe l’intera comunità a risentire del maggior peso delle organizzazioni criminali sul territorio, con conseguente aumento dell’insicurezza cittadina.
Inoltre senza l’iscrizione anagrafica dei richiedenti asilo aumenterebbe nei territori dei Comuni il numero di persone invisibili alle stesse istituzioni.

Quindi, l’applicazione pedissequa del cd “Decreto Sicurezza” rischia di danneggiare decine e decine di persone che, pur presenti legalmente nelle nostre comunità cittadine, ne sarebbero giuridicamente discriminate: persone risospinte nella dimensione della clandestinità, esposte al rischio di dover sopravvivere in condizioni di vagabondaggio, illegalità, o peggio ancora a rischio sfruttamento e possibile reclutamento da parte della locale criminalità. La stessa ANCI, stima in 130mila il numero di stranieri esposti a tali gravi rischi.

Tuttavia, come è stato osservato da autorevoli commentatori (Associazione Studi Giuridici sull’Immigrazione, Unione Nazionale Segretari comunali e Provinciali), la norma, non ponendo un divieto di iscrizione anagrafica, ma prevedendo semplicemente che il permesso per richiesta asilo non rientri tra la documentazione utile per l’iscrizione anagrafica, rende possibile, nell’ambito del diritto/dovere alla residenza anagrafica, valorizzare un diverso documento, che consenta di dimostrare la regolarità della permanenza sul territorio del richiedente la protezione internazionale.
Ebbene, la regolarità del soggiorno può essere attestata dall’avvio del procedimento volto al riconoscimento della fondatezza della pretesa di protezione, ovvero dalla compilazione del c.d. modello C3 vidimato dalla competente Questura.

Le rivolgiamo, dunque, accorato APPELLO, nell’ambito delle sue competenze, ad emanare tutti i provvedimenti possibili e utili a consentire PIENA PARITA’ di diritti dei richiedenti asilo, impartendo indicazioni precise ai suoi uffici circa il diritto del richiedente di accedere a tutti i servizi (pubblici e privati) erogabili sul territorio comunale, come sancito dalla nostra COSTITUZIONE, facendo “tesoro” anche delle parole del messaggio di fine anno del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, circa il concetto di sicurezza “tutti si sentano rispettati e rispettino le regole del vivere comune. La vera sicurezza si realizza, con efficacia, preservando e garantendo i valori positivi della convivenza.”

Cordiali Saluti

Casa del Popolo Campobasso
La città invisibile Termoli
Cooperativa koinè
Dalla parte degli ultimi ONLUS
ARCI immigrazione Isernia
Casa del popolo Termoli
Unione Sindacale di Base (Usb) Molise

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