Lavoro e crisi occupazionale, i sindacati contro Frattura: “Grossi limiti nel metodo di confronto”

TERMOLI. Area di crisi complessa e prospettive per il futuro, i sindacati contro il presidente della Regione, Paolo Frattura. Tutte le posizioni, soprattutto di contrasto al metodo adottato dal governatore, sono evidenziate nella nota che segue, scritta e firmata dai rappresentanti regionali di Cgil, Cisl e Uil.

Egregio Presidente,
le scriventi Organizzazioni Sindacali, in riferimento all’Area di crisi complessa ed all’ultimo incontro svolto lo scorso 19 aprile, evidenziano ancora una volta la carenza del metodo di confronto e, di conseguenza, i limiti di azione e di capacità di entrare nel merito dei problemi da parte della Cabina di regia regionale.

Anzitutto una “questione di metodo”: i documenti a supporto delle proposte devono essere messi a disposizione in maniera preventiva a tutti, solo così il confronto può essere produttivo e non limitato solo ad uno scambio di vedute. Nel caso specifico dell’ultimo incontro, non solo il PRRI (piano di ristrutturazione e riconversione industriale) non è stato inviato preventivamente (anche in forma di bozza), ma non è stato nemmeno consegnato nel corso dell’incontro e a tutt’oggi, nonostante le reiterate richieste, non si ha ancora contezza (al di là delle dichiarazioni rese) di cosa effettivamente tale piano preveda in termini finanziari, ad esempio sulle politiche attive e passive.

C’è poi una “questione di merito”, poiché il ruolo delle parti sociali deve potersi concretizzare nell’analisi, nella discussione e nella elaborazione preventiva delle proposte. Converrà con noi che convocare un incontro per discutere di argomenti e con decisioni già assunte in altra sede è ben altra cosa rispetto al coinvolgimento vero, e pertanto fattivo e concreto, delle parti sociali.

E’ del tutto evidente che occorre cambiare passo e modificare radicalmente l’impostazione: la grave crisi economica, occupazionale e finanche sociale del Molise e la necessità di accelerare per il pieno utilizzo degli strumenti a disposizione per fronteggiarla, impongono un impegno forte. A questo le nostre Organizzazioni non si sottraggono, ma occorre che sia data loro la possibilità di esercitare il ruolo fattivo di rappresentanti delle istanze del mondo del lavoro e delle necessità di lavoratori, pensionati e cittadini.

Come noto, nel corso del 2017 scadono gli ammortizzatori sociali per centinaia di lavoratori, siano essi in cassa integrazione, in mobilità o fruitori di naspi. Le Organizzazioni Sindacali stanno ponendo in campo anche a livello nazionale azioni concrete per costringere Governo e Parlamento a rivedere le norme e ripristinare gli impegni assunti con riferimento alle aree di crisi, e non solo. È però indispensabile che l’intera politica regionale si impegni a fare altrettanto e, unitamente alle altre Regioni nel contesto della Conferenza Stato-Regioni, lavori per vedere approntato un adeguato strumento di copertura sociale in grado di collegare i tempi e i modi di intervento degli ammortizzatori con la ripresa effettiva delle attività previste per le aree di crisi.

Allo stesso modo risulta urgente definire, in tempi estremamente rapidi, il processo di profilazione delle maestranze coinvolte nelle aree di crisi. Non è pensabile che ancora si proceda a rilento e non esista un dato certificativo di quanti effettivamente sono i lavoratori coinvolti nei processi e quale sono i loro profili professionali che determinano la loro ricollocabilità. È ben difficile, senza la disponibilità di elementi di conoscenza oggettivi circa la platea di riferimento, individuare e determinare le azioni attive o passive da porre in campo.

Le Organizzazioni Sindacali molisane ritengono velleitario e avventuristico ritenere possibile far fronte alla grave crisi occupazionale, e ai tempi lunghi del riavvio di attività produttive esistenti, basandosi solo sulle poche risorse economiche, strumentali, di conoscenza del fenomeno, individuate al momento. Significherebbe non tutelare i lavoratori e far fallire l’obiettivo su cui abbiamo basato la lunga e finora vincente iniziativa per il riconoscimento dell’area di crisi complessa: una vera e sana ripresa produttiva, sostenuta economicamente, la ricollocazione delle
maestranze e la creazione di opportunità occupazionali per tutti, la salvaguardia della coesione sociale in questa porzione del territorio molisano.

Siamo pertanto, a nostro modo di vedere, ad un punto cruciale. Chiediamo: di procedere urgentemente all’invio, ai soggetti coinvolti nella Cabina di regia regionale, di tutta la documentazione inerente il PRRI e all’Accordo raggiunto in sede ministeriale, di avviare formalmente la discussione con il Governo sulla proroga degli ammortizzatori sufficienti per l’intero fabbisogno del Molise, di attivare i Centri per l’Impiego nell’immediata e celere realizzazione della profilazione. Ovviamente, ci attendiamo il riavvio in tempi rapidi del confronto attorno a tutta la tematica dell’Area di crisi complessa.

In assenza di un qualche positivo riscontro, che ci attendiamo nell’arco di qualche giorno, pur con lo spirito costruttivo che da sempre contraddistingue le Organizzazioni Sindacali molisane, segnaliamo la nostra intenzione di porre in campo ogni azione, anche eclatante e dirompente, per evitare che tanti lavoratori, dopo la certezza di aver perso il lavoro, vedano svanire anche la sola speranza di ritrovare un’occupazione, nonostante i tanti strumenti che sono oggi a disposizione, troppo spesso annunciati e ventilati ma che stentato a prendere concretezza.

CGIL MOLISE – Sandro Del Fattore
CISL ABRUZZO MOLISE – Giovanni Notaro
UIL MOLISE – Tecla Boccardo

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