La coppia Di Maio-Greco infiamma la piazza: “Ce la possiamo fare, sarà la prima Regione a 5 Stelle”

TERMOLI. Hanno tenuto viva la piazza fino all’ultimo secondo. L’hanno infiammata. Giovani e pimpanti (in due superano di poco i 60 anni) Luigi Di Maio, leader del Movimento 5 Stelle, e Andrea Greco candidato pentastellato alla carica di governatore del Molise ne hanno avute per tutti e soprattutto hanno parlato del loro programma. Dei loro desideri per l’Italia e per il Molise.

Di Maio, con il suo modo spigliato e incisivo, è partito dal dato nazionale, da quel risultato che li vede prima forza politica del Paese, ancora più rafforzata. “Risultato – ha detto il Gigino nazionale – che è stato clamoroso. Siamo la prima forza politica del Paese con 11 milioni di voti, e con il 32,5% siamo il primo movimento d’Europa. Ve lo avevo detto, ed è successo. Questo risultato ci deve portare alla responsabilità di cambiare il paradigma in politica: se si deve formare un Governo utilizziamo qualche modello che si utilizza in altri paesi d’Europa. Ecco perché abbiamo proposto – ha detto – questo contratto sul modello tedesco. Noi abbiamo ben chiaro che cosa vogliamo fare perché qualsiasi contratto deve partire da un presupposto. E noi partiremo dai 20 punti per migliorare la qualità della vita degli italiani”.

Appare chiaro che più che decidersi loro, devono decidersi gli altri (centrosinistra e centrodestra ndr), a fare una scelta.

E partendo dal Molise l’incisività dei 5 Stelle potrebbe trovare un importante sigillo: “Il voto del 4 marzo ha comunicato chiaramente – ha continuato Di Maio – che di un certo modo di fare politica gli italiani non ne vogliono sentire più. Avete avuto un grande coraggio, ve lo dice un cittadino del sud. Il Molise sarà la prima Regione a 5 Stelle d’Italia. Ce la possiamo fare, e succederà”.

Ha voluto chiarire alcuni aspetti sul famoso e stranoto “reddito di cittadinanza”: “Lo fanno passare come la richiesta di 780 euro senza fare niente, ma come si permettono? Col reddito di cittadinanza prevediamo corsi di formazione per chi li segue, che oltretutto deve lavorare per il Comune in quel periodo. Nel frattempo riceve tre proposte di lavoro, se le rifiuta perde il reddito di cittadinanza”.

Poco prima di Di Maio, con un piglio da relatore navigato, assoluto protagonista della scena, il candidato Greco. Ragazzotto con le idee chiare, con il tono di voce deciso, seppure con un velo di emozione.

Nella sua arringa, per dire il vero soprattutto al centrodestra reo di avere fatto un’ammucchiata con un numero incredibile di candidati, Andrea Greco vuole scardinare il sistema creato “da questi piazzisti della democrazia. E’ importante – ha detto – ricucire lo strappo tra cittadini e Istituzioni. Noi taglieremo immediatamente i privilegi, siamo gli unici che possono ricucire lo strappo perché siamo gli unici che hanno la credibilità per poterlo fare”.

Non manca il riferimento a Termoli, una città che ha “una ricchezza a cielo aperto, il borgo, il mare. Ma con il grave problema del depuratore”.
E sul tunnel? “Perché non hanno voluto consultarvi? In fondo – ha detto – era solo quello che stavate chiedendo, poter fare un referendum per vedere cosa avreste scelto”.

E poi l’appello al voto: “Vi chiedo di volerci bene perché gli attacchi contro di noi sono così bassi che puntano a distruggerci, ma noi dimostreremo come tutti insieme riusciremo a liberarci di loro”.

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