I residenti di via Udine al sindaco: “Vogliamo incontro pubblico per chiarire i dubbi”

TERMOLI. In un post pubblicato sulla pagina facebook, il comitato di via Udine scrive: “Il sindaco Sbrocca ha risposto per iscritto alla richiesta di acquisizione che il Comitato di Via Udine aveva fatto protocollare il 21 Aprile scorso.

Ci ha inviato sia il passaggio di interesse della Legge Regionale appena approvata, sia la delibera di giunta menzionata durante il consiglio comunale di venerdì 6 maggio, a mezzo della quale ha dato mandato ai tecnici del comune di avviare le attività finalizzate alla ricognizione ed alla progettazione dei lavori di messa in sicurezza delle strade di lottizzazione.

La lettura della delibera in tutte le sue parti ci ha però lasciati un po’ perplessi, perché intravediamo, e su questo speriamo di sbagliare, la volontà dell’amministrazione di far contribuire i cittadini residenti dei quartieri interessati dalle attività di messa in sicurezza, all’impegno economico necessario alla realizzazione delle opere per la parte eccedente il contributo regionale, tanto pubblicizzato durante il consiglio. Ma di questa “seconda parte” della delibera di giunta, durante il consiglio, non se ne è fatta menzione..
Oltretutto, per poter procedere in questa direzione, “fiutiamo” che sarebbe necessario che i cittadini si costituissero in una qualche forma giuridica riconosciuta. Saremmo, e ribadiamo di volerci sbagliare, tornati alla casella di partenza. Al chilometro zero, quando il sindaco Sbrocca, due anni fa, ci chiese di costituire un consorzio obbligatorio di frontisti della strada. Un supercondominio orizzontale. E di pagarci noi i lavori poiché la strada era privata.

Forme associative di un numero di cittadini piuttosto elevato sono, noi diciamo, difficili da attuarsi. Chiedere ad un quartiere di duemila e passa residenti di consorziarsi e poi pagare pure i lavori per aggiustare una strada pubblica sarebbe, proprio a questo punto, incomprensibile. Il numero di residenti che affacciano sulla sola Via Udine e dintorni è maggiore del numero di abitanti di un comune medio dell’entroterra della nostra provincia, in ciascuno dei quali i servizi sono gestiti dal “Comune”, parola che per definizione sta a significare “di tutti”, ed in ciascuno dei quali non si chiama l’intera collettività a forme di consorzio. Non dimentichiamo poi che la situazione di Via Udine dovrebbe essere comune ad altre 7/8 strade di lottizzazione, che rientrerebbero a pari titolo nell’emendamento per avere l’uso pubblico da oltre venti anni, aumentando quindi in maniera esponenziale il numero di cittadini chiamati a “consorziarsi”.

L’articolo 24 della legge cui fa riferimento la delibera, la numero 164 dell’11/11/2014 (sblocca Italia) parla effettivamente della possibilità, in linea preferenziale, che i cittadini destinatari degli interventi di recupero territoriale siano costituiti in forme giuridicamente riconosciute.

Preferibilmente, ma non obbligatoriamente. Sta alla volontà ed alle capacità dell’amministrazione trovare il passaggio più agevole per arrivare al traguardo che tutti auspichiamo. Se il Comune ritiene di impiegare le somme delle tasse provenienti da quanto versano i frontisti, per contribuire alla messa in sicurezza delle strade di lottizzazione, non siamo certamente contro, anche se, in tutta sincerità, pensavamo che fosse di più rapida attuazione l’impiego di una parte degli 800.000 euro che pare siano nelle pieghe del bilancio comunale proprio per le strade di lottizzazione.

Mai utilizzati perché forse mancava al Comune lo strumento giuridico per poter agire come Ente territoriale ma che, con l’emendamento alla Legge Regionale appena approvata, adesso c’è.
Abbiamo chiesto al sindaco Sbrocca, in risposta alla sua gentile informativa, un incontro. Pubblico o informale, anche se noi preferiremmo pubblico. Per chiarire a noi, semplici cittadini, la serie di dubbi (di cui vi abbiamo resi partecipi), su ciò che potrà essere il futuro del nostro e di altri quartieri, su quello che l’amministrazione potrà o vorrà fare per essi, e di sentirlo direttamente dalla voce del nostro primo cittadino. Senza filtri”.

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