Greco al vetriolo nel day-after: “Voto congiunto e doppie preferenze di genere hanno reso i voti controllabili”

di Raffaele Giglio

CAMPOBASSO. Si è tenuta questa mattina presso l’Ares di Campobasso la conferenza stampa post elettorale del Movimento 5 Stelle. Dopo le prime ammissioni sconfitta, Andrea Greco, candidato presidente non eletto, esprime soddisfazione verso il lavoro svolto:

“Raccogliere 64.800 voti è il primo dato ed è pazzesco. I tre grandi partiti hanno conseguito il 22,5 per cento del consenso, lontani anni luce dal nostro risultato singolo. Mettendo in campo ‘l’armata del dissenso’ da 180 candidati non si può non riconoscere che si sono utilizzate le regole della democrazia per falsare la democrazia. Il nostro obiettivo resta la tutela dei cittadini molisani. Grazie a tutto il Molise per averci fatto arrivare a un passo da questo sogno”. Sul risultato positivo dei grandi comuni, Andrea Greco ha aggiunto: “Campobasso e Termoli ci hanno premiato ed è da lì che dobbiamo ripartire. Per tutto il fango che hanno buttato addosso a me e a Vittorio Nola – più votato anche di Cotugno a Venafro – vessato dagli organi di stampa con calunnie che perseguiremo nelle sedi giudiziarie”. Sulla necessità di partire subito con i lavori consiliari, ha dichiarato: “Stiamo già fissando incontri prima dell’insediamento per farci portatori delle istanze raccolte. Non vorrei essere in Toma perché ora si troverà a dover accontentare ‘parapolitici’. Noi, dal canto nostro, ci batteremo per tutelare gli interessi di tutti. Per ciò che riguarda la questione della presenza/assenza dell’eletto Michele Iorio, l’ex presidente sarà ovviamente sospeso e proporremo di abrogare la legge che gli riconosce comunque il 50% dell’indennità consiliare in sospensione”.

Alle parole di Andrea Greco hanno fatto eco quelle di Fabio De Chirico, consigliere eletto che si è detto “stufo della storia che i candidati del M5S sono sconosciuti”, portando a sostegno della propria tesi il fatto che tutti i candidati pentastellati hanno preso oltre 1000 voti ciascuno, “molto di più della quasi totalità dei nostri avversari”.

Per Vittorio Nola partire dal 38,5% è il primo passo, senza dimenticare la propria vocazione di intransigenza che ha sempre contraddistinto il Movimento. “Torneremo subito a lavorare sui territori ripartendo dall’associazionismo”.

Patrizia Manzo, come i suoi colleghi, ammette che la legge elettorale ha remato contro la produttività del Movimento, premiando i salti di sponda. “La nostra continuerà a essere un’opposizione dura e ferma, portando avanti ciò che stavamo già facendo”.

Nelle parole di Andrea Greco, in chiusura, tutta la rabbia per un sistema di voto che “non può funzionare così. Il voto congiunto e la doppia preferenza di genere – diciamoci la verità – hanno reso molto ‘controllabile’ il voto nei piccoli borghi – non a caso è sulle piccole realtà che abbiamo riscontrato il calo di consensi maggiore -. Ciò non può e non deve assolutamente succedere”.

 

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