“Giù le mani dal mio cuore”, gli studenti hanno partecipato al convegno sul bullismo e cyberbullismo con esperti della materia

GUGLIONESI. Si è svolto il convegno “Giù le mani dal mio cuore” presso il teatro comunale “Fulvio” di Guglionesi.
L’evento, con l’adesione e il contributo del Comune di Guglionesi, rientra nel progetto “Frena il bullo” (Centro europeo di formazione battaglia contro il bullismo), è stato organizzato dalla S.I.A.P. (Sindaco Italiano Appartenenti alla Polizia di Stato – Segreteria Regionale Molise, dalla Fondazione Asso.Safe, dall’A.D.L.I. (Associazione datori di lavoro italiani) e da Passeggia NordEst.
Presenti alcune delegazioni delle scolaresche di Guglionesi e di Termoli, l’incontro ha messo al centro la tematica del bullismo e del cyberbullismo, con interventi di esperti nel campo che hanno interagito con gli studenti presenti all’evento.

“Dare voce al disagio – l’invito ai ragazzi presenti della dott.ssa Giuseppina Filieri, A.D. della Fondazione Asso.Safe che ha trattato il tema “Analisi del fenomeno del bullismo e cyberbullismo. Il ruolo della scuola e della famiglia” – rivolgendosi a chi può aiutarci, per evitare degenerazioni gravi. Meglio prevenire che curare. La diversità rende unici, e non deboli. Il bullo ha carenze formative che rende violento il suo agire sulla vittima. In fondo, il vero cambiamento può venire al di fuori del contesto bullo-vittima, in chi assiste passivamente a scene di bullismo e di violenza senza intervenire”.

Ad illustrare vari aspetti tecnici della criminologia informatica e delle varie problematiche il dott. Carlo Corrà, criminologo della Polizia di Stato, che ha relazionato sul tema “Bullismo e cyberbullismo. Aspetti criminologici e note legali”. Il dott. Alberto Faggionato ha argomentato alla platea dei giovani su aspetti dell’uso (in)consapevole della rete, con il tema “Educazione all’utilizzo responsabile della rete”.

I convegni di “Frena il bullo” (cfr. www.frenailbullo.it), patrocinati da vari enti istituzionali ed associativi, hanno l’obiettivo di far dialogare il mondo dei ragazzi con istituzioni, criminologi, avvocati, psicologi ed esperti informatici, per confrontare esperienze acquisite e già proiettate ad un futuro migliore, nonché approfondire le normative e gli aspetti tecnici in campo.

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